La Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto e bloccato, nella giornata di ieri, un giro di false pensioni d’invalidità nel comune di Giugliano, nell’hinterland settentrionale del capoluogo campano. A far gridare allo scandalo è il fatto che l’Inps stesse pagando le famiglie degli affiliati alla camorra. Con l’accusa di truffa ai danni dell’istituto previdenziale sono finite in manette 33 persone e sono stati sequestrati beni alla cosca per 9 milioni di euro per recuperare le somme elargite indebitamente in tutti questi anni.

La “mesata” ai falsi invalidi della camorra

La truffa era stata ben congeniata: alcuni funzionari pubblici compiacenti registravano presso gli elenchi degli invalidi che avevano diritto alla pensione alcune persone indicate dagli esponenti del clan Mallardo. Questi individui non venivano sottoposti ad alcuna visita medica, ma percepivano regolarmente la pensione di invalidità e/0 l’accompagnamento. Secondo quanto dichiarato dal procuratore aggiunto di Napoli Filippo Beatrice, la frode avrebbe consentito a centinaia di persone di percepire indebitamente pensioni di invalidità e/o accompagnamento

in totale assenza dei necessari requisiti previsti dalla legge e, in taluni casi, senza che fosse stata presentata l’istanza per il riconoscimento dei benefici.

Le elargizioni permettevano così al clan della camorra di risparmiare la cosiddetta “mesata”, ovvero una sorta di stipendio che la famiglia degli affiliati morti o finiti in carcere percepisce per il sostentamento. Gli inquirenti hanno scoperto inoltre che non tutti i destinatari degli assegni avevano, secondo le regole della Camorra, “diritto” alla mesata. Alcune persone infatti avevano contratto debiti con la cosca e pertanto giravano la pensione ricevuta dall’Inps ai camorristi per ripagarli. Gli assegni di invalidità diventavano così un’altra fonte di reddito illecita per il clan Mallardo.

Nella giornata di ieri gli uomini della Guardia di Finanza hanno interrotto questo traffico illegale arrestando 30 esponenti a vario titolo del clan Mallardo e tre funzionari pubblici compiacenti del Comune di Giugliano. Ad altre 53 persone è stato notificato un avviso di garanzia.