Nicola Cosentino, ex sottosegretario del Pdl, è stato condannato a nove anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione camorristica. La sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stata letta in aula: “Non mi convince, la valuteremo” è il commento dell’avvocato Agostino De Caro, uno dei difensori di Cosentino, ex deputato che ha preferito non prendere parte alla lettura della sentenza di condanna. I giudici, tra l’altro, hanno escluso l’ipotesi di riciclaggio in merito al presunto cambio degli assegni bancari consegnati a Cosentino dagli emissari del clan.

Interdizione perpetua dai pubblici uffici per Cosentino

E’ stata ritenuta la sussistenza della colpevolezza di Nicola Cosentino fino all’8 dicembre 2005 mentre, secondo il pubblico ministero Alessandro Milita (che aveva chiesto a gran voce 16 anni di reclusione), le condotte criminose sarebbe proseguite fino ai giorni nostri. Le motivazioni dovranno essere depositate dai giudici entro 90 giorni.

Cosentino è stato deputato con Forza Italia

Finita l’udienza, il pm – che ha coordinato le indagini – ha parlato di uno “dei processi più importanti per la Dda” visto che ha portato alla condanna di Nicola Cosentino mentre per l’avvocato dell’ex deputato (eletto con Forza Italia e con il Popolo della Libertà per quattro legislature consecutive, dal 1996 al 2008) in questo processo è stato “giudicato un fenomeno”: “I fatti penalmente rilevati non sono emersi” ha tuonato.