La sua latitanza è durata 31 anni, ma infine uno dei più pericolosi boss di camorra di tutti i tempi, Pasquale Scotti, è stato intrappolato dalle maglie della giustizia italiana.

La polizia giudiziaria lo ha preso in consegna non appena arrivato all’aeroporto di Fiumicino dai colleghi dell’Interpol che lo scortavano: Scotti infatti è atterrato in Italia alle prime ore dell’alba con un volo proveniente da Rio de Janeiro dopo essere stato finalmente estradato dal Brasile.

Sbrigate tutte le pratiche il camorrista verrà portato al carcere di Rebibbia, a Roma, dove inizierà a scontare la pena per cui era già stato giudicato in passato.

Noto come uno dei più importanti vertici della Nuova camorra organizzata,  fedelissimo della famiglia Cutolo (era infatti il braccio destro di Raffaele Cutolo), soprannominato “Pasqualino ‘o collier”, dopo il trasferimento del boss aveva tentato di riorganizzare il clan.

Pasquale Scotti era stato posto in stato di arresto lo scorso maggio a Recife su segnalazione della squadra mobile di Napoli, dopo ben tre decadi di fuga dalla giustizia. È dunque andato a buon fine l’iter di estradizione avanzato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, accettato di buon grado dal governo del Brasile.

Il suo arrivo in Italia sarà di fondamentale importanza per svelare alcuni dei misteri del recente passato del nostro Paese: Scotti è stato infatti decisivo nella trattative per liberare Ciro Cirillo, l’assessore della DC sequestrato negli anni ’80 dalle Brigate Rosse. Ma il latitante sarebbe anche implicato nell’uccisione bel banchiere Roberto Calvi a Londra, fatta passare come un suicidio.

Nella notte di Natale del 1984 Scotti era riuscito a scappare dall’ospedale di Caserta in cui era stato ricoverato per una ferita alla mano. L’uomo va incontro a 30 anni di reclusione per le condanne di omicidio volontario e concorso in omicidio. Parte della pena è già stata scontata durante il periodo di detenzione trascorso in Brasile.