E’ la Napoli che rinasce quella che voglio raccontare in questo articolo. E’ passato più di un anno dall’inaugurazione di Casa
Lorena, centro anti violenza che il 12 marzo 2012 ha aperto le sue porte alle donne che subiscono violenza e le donne di tratta. Dolci e marmellate per coloro che vogliono rinascere: fuggire dalle botte, ai soprusi, alle violenze.

La villa è il fortino appartenuto a Dante Apicella che, coi suoi alti muri bianchi, ha protetto anche Francesco Schiavone detto Sandokan, l’uno esponente e l’altro boss dei Casalesi. Il centro di accoglienza oggi è dedicato a Lorena Cultraro, vittima di stupro e di un terribile omicidio avvenuto nel 2008 a Niscemi, Caltanissetta, per mano di una baby gang.

Grazie alla Fondazione Vodafone che ha contribuito alla realizzazione del progetto e alle cooperative Eva e Dedalus del gruppo esco, oggi casa Lorena, con “Le ghiottonerie di Casa Lorena”, ha ridato il sorriso perduto a molte donne. Grazie alle materie prime provenienti dai presidi Slow Food e dalle cooperative agricole della zona, soddisfazione e dignità sono ingredienti fondamentali per la rinascita di chi è morto mille volte dentro e cerca, grazie anche al lavoro, di rinascere e di riprendere in mano la propria vita, ribellandosi alla violenza e alla sottomissione.

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