La Guardia di Finanza e la Polizia sono state oggi protagoniste di un’importante operazione contro la camorra a Roma.

A essere colpito è stato il clan Moccia: sono sette infatti le ordinanze di custodia cautelare eseguite durante le prime ore della mattinata odierna, su disposizione del gip del Tribunale di Roma.

Tra le persone arrestate ci sono affiliati, vertici e prestanome del clan camorristico, membri di quella che viene definita dalle autorità una “cellula economica” che si occupava dello smercio di mozzarelle e prodotti ortofrutticoli.

La rete criminale operante a Roma era direttamente legata alla famiglia camorristica che controlla una vasta zona della provincia di Napoli. Tra le varie accuse ci sono l’intestazione fittizia di beni, minacce e lesioni personali. Contestualmente sono stati sequestrati beni per un valore totale di circa un milione di euro, tra cui alberghi ed esercizi commerciali; inoltre sono ancora in corso decine di perquisizioni dislocate in varie regioni d’Italia.

A rendere possibile il provvedimento cautelare i dati acquisiti durane le indagini della Questura di Roma, la Squadra Mobile e il Nucleo PT di Roma coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Fondamentali per la riuscita dell’operazione le intercettazioni delle conversazioni tra Gennaro e Pasqua Moccia, nonché l’aiuto di un pentito, Salvatore Scufuto, che ha illustrato il modus operandi dell’organizzazione.

A Napoli poi è stato assestato un altro duro colpo alla camorra con l’arresto del boss Alessandro Giannelli a capo dell’omonimo clan, attivo sopratutto nella zona ovest del capoluogo campano.

Giannelli è stato catturato a seguito di un rocambolesco inseguimento, con tanto di cambio di vettura in autostrada, dato che questi stava tentando la fuga verso Roma. Vistosi circondato dai carabinieri il boss ha scelto di arrendersi: su di sé il capoclan, ritenuto responsabile di tentata estorsione, violenza privata e danneggiamento, aveva 5mila euro, documenti falsi, tre cellulari e un rolex.