Ennesimo omicidio di camorra a Napoli, il secondo nell’arco di pochissime ore. Nella notte di ieri è stato infatti ucciso Pasquale Zito, figlio del boss Salvatore Zito, eliminato in un agguato molto simile quasi 10 anni fa, nel 2007.

Il corpo del 24enne è stato trovato in via Maiuri, crivellato da almeno otto colpi di pistola, mentre per terra sono stati trovati dieci bossoli: appare dunque evidente che Zito sia rimasto vittima di un regolamento di conti, anche perché gli investigatori ritengono che il ragazzo fosse affiliato a un clan della camorra, quello dei D’Ausilio.

Nello specifico il cadavere è stato rivenuto nella sua automobile, un’Audi 2, verso la quale era riuscito a trascinarsi dopo essere stato ferito: a bordo della vettura era riuscito a raggiungere il vicino ospedale San Paolo, con tutta probabilità da solo. Tra i precedenti penali di Pasquale Zito i reati di estorsione e danneggiamento.

L’omicidio di Zito potrebbe far parte della faida di camorra che si è scatenata tra diverse bande per asserire il proprio predominio nella zona di Bagnoli. In ospedale le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, hanno dovuto faticare molto per tenere sotto controllo la rabbia i parenti di Zito.

Ma nella serata di ieri è avvenuto un altro omicidio, come si accennava poco sopra. A Secondigliano, luogo tristemente noto a causa della lunga e sanguinosa faida tra i Lauro e gli scissionisti, è stato infatti ucciso il giovane Giuseppe Calise, anch’egli di 24 anni, legato al giro dello spaccio di stupefacenti.

A bordo della sua auto, un’Audi A1, il ragazzo stava parlando con un amico con il quale stava fissando un appuntamento, quando all’improvviso è stato raggiunto da una raffica di proiettili. Gravemente ferito Calise è stato portato all’ospedale San Giovanni Bosco proprio dal suo amico, allarmato dall’improvviso silenzio al telefono, ma per lui non c’è stato nulla da fare.