Maxi operazione della Procura di Roma e dei carabinieri del Ros denominata “Terra di mezzo” e nata nel 2010. Ci sarebbe un “ramificato sistema corruttivo” che avrebbe influenzato l’assegnazione di appalti e finanziamenti del comune di Roma. Su questa “associazione di stampo mafioso” si sta svolgendo un indagine coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Michele Prestipino, e sui cui stanno lavorando i sostituti Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli.

I reati ipotizzati sono numerosi: si va dall’associazione di stampo mafioso, all’estorsione, dall’usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, eccetera eccetera. L’operazione è ancora in corso ed ha portato finora a 37 arresti – come l’ex-amministratore delegato dell’Ente Eur, Riccardo Mancini,  il direttore generale dell’Ama, Giovanni Fiscon, l’ex-capo della polizia provinciale Luca Odevaine,  l’ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi (pluri-indagato per lo scandalo Parentopoli) -, e a sequestri di beni per la bellezza di 200 milioni di euro.

Secondo la pubblica accusa, a capo dell’organizzazione ci sarebbe stato l’ex terrorista dei Nar, e tra i leader della Banda della Magliana, Massimo Carminati. E fra gli indagati ci sarebbe l’ex sindaco della Capitale Gianni Alemanno – la cui abitazione è stata perquisita. Sono poi in corso perquisizioni degli uffici dell’ex consigliere regionale Pd Eugenio Patanè e di quello Pdl Luca Gramazio – oltre che negli uffici del presidente dell’Assemblea del comune, Mirko Coratti. Ovviamente tutti e tre sono indagati.

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