È uno studente franco-canadese l’unico sospettato, almeno finora, nella strage avvenuta nella moschea di Quebec City che ha sconvolto il Canada: il ragazzo si 27 anni si chiama Alexandre Bissonnette ed è accusato di aver ucciso sei persone di fede musulmana e di averne ferite altre 19 (e per le quali dovrà rispondere anche dell’accusa di tentato omicidio).

Bissonnette è apparso brevemente all’udienza svoltasi in tribunale, durante la quale gli sono state notificati i capi di imputazione: la prossima udienza avverrà il 21 febbraio, quando verranno esaminati indizi e prove a suo carico e verrà ricostruita la dinamica dell’attacco, che in primo ministro canadese Justin Trudeau non ha esitato a definire di stampo terroristico.

Lo studente è stato temporaneamente sospeso in modo immediato dalla Laval University che frequentava, almeno fino a che non si concluderà il processo che lo riguarda. Il ragazzo lavorava in un call center per un’organizzazione benefico che si occupa di donazioni del sangue.

Dall’analisi della sua presenza sui social sono emerse presunte simpatie per pagine di estrema destra che celebravano personaggi come Marine Le Pen, la candidata del Fronte Nazionale; inoltre il presunto attentatore era un sostenitore di Donald Trump.

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Sembra che il ragazzo fosse noto sul web a causa degli attacchi portati contro alcuni gruppi che si occupavano di accogliere rifugiati. Bissonnette sarebbe stato infatti famigerato per le sue posizioni anti-femministe e razziste.

Il ragazzo aveva affittato un appartamento insieme al fratello, sito proprio nelle vicinanze del centro islamico in cui è avvenuta la strage: i vicini lo hanno descritto come un ragazzo tranquillo, introverso e poco propenso a socializzare.