Un candidato al consiglio comunale di Vigevano si è suicidato il 30 maggio scorso, a poche ore dall’apertura dei seggi. Federico Cerutti aveva 27 anni e si era candidato nella lista Progetto Vigevano di Stefano Bellati.

Il giovane si è impiccato sabato scorso nella sua abitazione, in via Fossana. I carabinieri e i soccorsi sono stati allertati dagli amici che avevano letto del proposito suicida sul profilo Facebook del giovane.

All’arrivo degli agenti e del personale medico del 118 Federico Cerutti purtroppo era già morto. Il giovane candidato ha motivato il suo gesto estremo in un lungo e toccante messaggio pubblicato su Facebook:

Amore, sofferenza, depressione, solitudine, amore, sofferenza, depressione, solitudine…la vita si ripete, è ciclica, è un cerchio gioioso (secondo molti) dal quale mi sento sempre più escluso. Essa ride vedendo i miei sentimenti bistrattati, si rattrista quando la mia speranza riprende vita, si adira quando il mio cuore riprende a palpitare, palpitare d’amore. Un cuore forato, come una staccionata chiodata dalla quale vengono rimossi gli arrugginiti chiodi della sofferenza…i segni rimangono e si accumulano col tempo. La mente non riesce a compensare, è anch’essa esausta.

Cerutti avrebbe manifestato il desiderio di placare per sempre la sua angoscia, recuperando la serenità che non riusciva più a trovare in se stesso e negli altri. Nel messaggio il giovane fa accenno a un tradimento dei suoi sentimenti:

Nemmeno in un oceano di illusione ho scovato, convinto qual ero di trovare qualcuno capace di ricevere e custodire la mia dolcezza anziché tradire la mia sensibilità. Mi sento sempre più stretto in questa umanità illusoria, falsa, priva di fondamenta e serietà, che lacera i propri sentimenti con la naturalezza di quando si respira, respiri di soddisfazione per aver ferito qualcuno. Per questo motivo non vedo più alcun senso di mantenermi in vita allo stato attuale.

Il giovane prosegue affermando di sentirsi solo persino in compagnia degli altri e di aver nascosto finora il suo dolore dietro a sorrisi falsi. Prima di togliersi la vita, Federico ha chiesto scusa ai suoi amici e ai suoi familiari, invitandoli a non rattristarsi per la sua morte.

Mamma, papà, Ricky, nonna, tutti gli altri miei familiari e amici, sono consapevole che questo gesto sia una scelta codarda ed egoistica, da debole, ma non ho più voglia di affrontare questa realtà. Non piangete, non ne vale la pena. Vi ho amato, anche se a modo mio, Federico.

Fuori dall’abitazione del giovane sono subito accorsi gli amici e i colleghi, increduli e sconvolti dal dolore per non essere riusciti a intervenire in tempo. Federico lavorava come ricercatore in genetica, biologia molecolare e cellulare all’Università di Pavia. Secondo gli inquirenti, non ci sarebbe alcuna relazione tra il suicidio e le elezioni comunali. Il gesto sarebbe riconducibile solo alla profonda depressione che aveva avvolto il giovane nel suo baratro.