Come prevedibile il dd sulla legalizzazione della cannabis ha incontrato la sua prima fumata nera: il primo passaggio in Aula è infatti avvenuto nella giornata di ieri con la discussione generale durata ben sei ore, con i deputati chiamati a parlare che si sono espressi in una Camera alquanto deserta, vista la prossimità della chiusura estiva del Parlamento.

È dunque pacifico che l’esame del testo riprenderà a settembre, per quanto il cammino verso la trasformazione in legge sembra essere piuttosto arduo: il progetto di legge infatti va incontro a circa duemila emendamenti, per larga parte soppressivi, che andranno considerati nello specifico prima di poter arrivare a una votazione.

Il rinvio in ogni caso era già stato ampiamente previsto, come ha dimostrato Walter Verini, capogruppo del Pd nella Commissione Giustizia, il quale ieri ha affermato che “si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l’esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l’approccio“.

A rendere traballante l’iter della legge è anche la composizione numerica del gruppo di natura trasversale che sostiene l’attuale testo, capeggiato tecnicamente da Roberto Giachetti: in tutto si tratta di 221 parlamentari, un numero ben distante dai 315 che costituirebbero la maggioranza richiesta.

La discussione in Camera è allora avvenuta senza tenere conto degli emendamenti, che invece andranno discussi in Commissione per un approfondimento di tutte le proposte di modifiche, con il rischio di una paralisi letale.

Maurizio Gasparri, festeggiando il rinvio del testo di legge, ha parlato di una “sconfitta totale del fronte pro droga e dei suoi intellettuali di riferimento, che oggi su due quotidiani hanno fatto inutilmente rullare i loro tamburi. E anche se poi la Camera avesse qualche bizzarra tentazione, il Senato sarebbe la tomba di una dissennata scelta. I Saviano, i Mieli e i loro corifei sono stati sbaragliati”.

Polemici anche i capogruppo della Lega Nord Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio, per i quali la discussione della legge in oggetto andrebbe a detrimento della risoluzione di problemi più pressanti: “È scandaloso a fronte delle molteplici priorità del Paese, che il governo non affronta, che il dibattito politico parlamentare sia incentrato sulla legalizzazione delle droghe. Per noi è inconcepibile, così come lo è per la stragrande maggioranza dei cittadini“.