La proposta di legge depositata dall’integruppo parlamentare per la legalizzazione della cannabis approderà alla Camera per la discussione generale il 25 luglio 2016. Il voto è stato fissato per il giorno successivo.

La proposta di legge per la legalizzazione della coltivazione della cannabis ha raccolto ampio consenso. A sottoscrivere la proposta di legge sono stati oltre 200 parlamentari appartenenti a diversi schieramenti: dal Pd al Movimento 5 Stelle.

Se la legge dovesse essere approvata verrebbe legalizzata la detenzione di cannabis per uso ricreativo, fino a un massimo di 15 grammi a casa e di 5 grammi fuori casa ma solo per i cittadini maggiorenni. Per i minorenni invece permarrà il divieto assoluto.

La rivoluzione della legge sta nella possibilità di coltivare la cannabis a casa. Non costituirà più reato coltivare fino a 5 piante per uso personale. Chi coltiverà cannabis in casa non potrà però rivenderla a terzi.

La proposta di legge prevede inoltre l’istituzione di cannabis social club. Le associazioni potranno contare un massimo di 50 membri che coltiveranno la cannabis senza fini di lucro.

Chi invece vorrà coltivare la cannabis per rivenderla dovrà ottenere la licenza dei monopoli. La vendita al dettaglio potrà avvenire solo in rivendite speciali e autorizzate. L’importazione e l’esportazione di cannabis restano vietate.

La proposta di legge lascia invariati anche il divieto di fumo in pubblico, inclusi i parchi, e il divieto di guida sotto l’effetto della marijuana. Il provvedimento semplifica inoltre l’autocoltivazione e l’acquisto di farmaci a base di cannabis.

SI: legalizzazione cannabis non sarà più tabù in Italia

Adriano Zaccagnini di Sinistra Italiana ha sottolineato che la proposta di legge è un’opportunità che va colta al volo:

È un’occasione da non mancare per risolvere una questione sociale drammatica e una non marginale opportunità economica finora affrontata con chiusura e pregiudizio. Anche nei Paesi che più sono stati rigidi al consumo di droghe leggere, a partire dagli USA, la legalizzazione non è più un tabù ed è il momento che non lo sia più nemmeno in Italia.