Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha preso parte al forum “A mano disarmata”, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e ha spiegato come, secondo lui, sia arrivato ormai il momento di applicare contro la corruzione alcune norme che si applicano già contro la mafia. Si tratterebbe, più in particolare, delle leggi che regolano le intercettazioni telefoniche, ad esempio, oppure quelle che consentono di introdurre agenti sotto copertura.

Secondo Raffaele Cantone, infatti, oggigiorno la corruzione è strutturata in modo assai simile alla mafia ed è per questo che sarebbe più corretto, più efficace e anche più logico impiegare contro di essa strumenti simili a quelli che si utilizzano per combattere contro la criminalità organizzata presente su quasi tutto il territorio nazionale. Tra l’altro, Raffaele Cantone ha ricordato come la legislazione antimafia italiana sia all’avanguardia in tutto il mondo, anche se potrebbe essere migliorata dal punto di vista dei beni confiscati, che oggi ammontano a miliardi di euro.

Presente al forum “A mano disarmata” anche il procuratore della città di Roma, Giuseppe Pignatone, che ha ricordato come sia estremamente necessario, in Italia, poter disporre di un sistema che lotti contro la corruzione e che lo faccia anche in modo piuttosto efficace. Oltre alle intercettazioni (per Pignatone strumento assolutamente imprescindibile) e all’introduzione di agenti sotto copertura, secondo il procuratore di Roma sarebbe importante anche metter mano alla normativa che regola la prescrizione dei reati di corruzione.