Un bimbo di 4 anni rischia di essere espulso dall’asilo perché fa il saluto fascista. A riportare la notizia è il quotidiano La Repubblica. A notare l’anacronistica abitudine del bambino, che frequenta un asilo di Cantù, in provincia di Como, sono state le maestre, che inizialmente hanno pensato a un gesto involontario e isolato. Le insegnanti successivamente si sono rese conto che il piccolo salutava sempre i  suoi compagni di giochi, i bidelli, gli insegnanti e chiunque incontrasse sul suo cammino alzando il braccio destro e schiudendo il pugno.

A quel punto le maestre hanno compreso che il bimbo aveva appreso dai genitori il saluto fascista e li hanno subito convocati per chiedere spiegazioni. Una delle maestre svela i dettagli dell’infruttuoso incontro:

Quando spieghiamo loro il comportamento anomalo del figlio e chiediamo, a nostra volta, spiegazioni, ci rispondono così: “Che cosa c’è di strano? Vogliamo dargli un’educazione rigorosa e allo stesso tempo naturale”.

La maestra spiega che i genitori, una coppia sulla trentina, hanno ammesso con fierezza l’insegnamento del saluto romano al figlio, non battendo ciglio nemmeno quando gli è stato fatto notare che il saluto fascista è vietato dalla legge italiana, oltre a essere un gesto palesemente inadatto a un bimbo di 4 anni che frequenta l’asilo. Il padre del bambino non si è scomposto e ha anzi mostrato con orgoglio il tatuaggio di una svastica, a voler ribadire le sue convinzioni politiche.

Convinzioni che potrebbero costare care al piccolo, impedendogli di socializzare con i suoi coetanei in un’età critica per lo sviluppo delle abilità sociali. Le maestre, infatti, hanno chiesto ai genitori di non proseguire con questi insegnamenti ideologici, pena l’espulsione del figlio dalla scuola materna pubblica. La decisione delle insegnanti è volta a tutelare gli altri bambini, impedendo che imitino il saluto fascista visto fare al compagno e prevenendo lamentele da parte dei genitori.