La tensione in Egitto continua a crescere e sembra ormai senza ritorno. Dopo quelle dei giorni scorsi (foto Infophoto), una nuova manifestazione contro il presidente Mohamed Morsi, questa sera, ha provocato nuovi scontri in piazza tra manifestanti e poliziotti. Gli agenti hanno sparato i lacrimogeni sulle persone che, dopo aver sfondato i cordoni di polizia e divelto le barriere di filo spinato, cercavano di scavalcare le recinzioni per entrare all’interno del palazzo presidenziale, nel quartiere Heliopolis del Cairo. Decine gli intossicati dai gas. Le forze di sicurezza hanno abbandonato il perimetro esterno e si sono rifugiate all’interno. Fuori dall’edificio, migliaia di persone. Per questo il presidente Morsi ha deciso di abbandonare il palazzo per rifugiarsi in una sua residenza privata, fuori città.

 Tanti gli slogan gridati contro il presidente Morsi per convincerlo ad abbandonare dopo il decreto presidenziale con cui si è attribuito poteri quasi illimitati (al pari del suo predecessore Mubarak) e l’approvazione della nuova costituzione di quattro giorni fa. Quando sono scoppiate le proteste davanti al palazzo presidenziale, il presidente si trovava impegnato in una riunione per preparare il referendum costituzionale del 15 dicembre. Tra i presenti, il vice Mahmoud Mekki, il premier Hisham Qandil e molti ministri. Intanto continua la guerra aperta con i giudici della Corte costituzionale: i magistrati hanno annunciato che non presiederanno ai seggi durante il voto e hanno sospeso le udienze “fino alla fine delle pressioni”.