E’ ancora caos sulla Capitale a causa del fascicolo aperto dalla Procura sull’assessora Muraro e nascosto al direttorio nazionale. E’ servito l’intervento di Beppe Grillo per arrivare ad una soluzione ed evitare drastici provvedimenti. E’ servito anche l’intervento, via Facebook, della sindaca Virginia Raggi che ha spiegato, nel dettaglio, cosa è successo, fornendo la sua versione dei fatti e rispondendo alle critiche che, in queste ore, si sono riversate sul Movimento Cinque Stelle. C’è, però, un dato di fatto: l’assessore Muraro non si dimetterà e continuerà a svolgere il suo lavoro per “ripulire” la città di Roma. 

M5s, Di Maio ammette l’errore

Dal palco di Nettuno Luigi di Maio ha ammesso di aver compiuto un “errore”, ovvero di aver sottovalutato quella mail, scritta da Paola Taverna del direttorio romano, che lo avvisava dell’indagine sulla Muraro. “Ho pensato che l’iscrizione nel registro degli indagati fosse stata in seguito alle 14 denunce contro la Muraro presentate in procura dall’ex dell’Ama, nominato dal Pd [...] E’ come se domani andassi in Tribunale e presentassi 20 denunce contro Renzi. E poi venissi qui, in piazza Nettuno, a dire che il Presidente del Consiglio è iscritto nel registro degli indagati” ha spiegato.

“Lo dico chiaro a tutti: saranno i pm a decidere se c’è una ipotesi di reato o si va verso una richiesta di archiviazione. Non i partiti o qualche giornale. Intanto, l’assessore Muraro deve continuare ad impegnarsi per ripulire la città. E si metta fine alle polemiche [...] Vogliamo leggere le carte della procura, state certi che, nel caso ravvisassimo profili di illiceità, agiremmo di conseguenza. Sconti non ne abbiamo mai fatti a nessuno e continueremo a non farli [...] Voglio migliorare Roma. Sono stati giorni e notti di lavoro senza sosta. Mi sto dedicando anima e corpo alla città” ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi.

M5s, il duro attacco di Alfano

Grillo ha chiesto che il movimento “resti unito” perché “Roma è troppo importante” mentre Di Battista ha espresso il suo “enorme no, secco e chiaro” alle Olimpiadi. Infine è arrivato l’attacco del Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha dichiarato senza mezzi termini: “Il M5s non ha superato il crash test: non aveva l’airbag e si è andato a schiantare. Quando sono stato indagato – pochi mesi fa – per aver trasferito il prefetto di Enna ad Isernia, Di Maio ha detto che mi dovevo dimettere in 5 minuti. In tre giorni sono passati diversi 5 minuti. Lui non si è dimesso, è scappato dalla tv. L’Italia ha bisogno di uomini veri e non di conigli“.