Non ha pace la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che – come scrive lei stessa su Facebook - “ha appreso in queste ore che l’ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, in base ai requisiti previsti dal M5s, non può più assumere l’incarico di assessore al Bilancio della giunta capitolina”: “Pertanto abbiamo deciso, di comune accordo, di non proseguire con l’assegnazione dell’incarico. Siamo già al lavoro per individuare una nuova figura che possa dare un contributo al programma della giunta su Roma” ha aggiunto. Insomma, dopo il caso Muraro (assessora all’Ambiente indagata per reati ambientali, ndr), arriva un’altra stoccata per il Movimento Cinque Stelle della Capitale.

Roma, via anche l’assessore al Bilancio

De Dominicis – che avrebbe dovuto sostituire Marcello Minenna – non potrà più ricoprire quell’incarico poiché sarebbe indagato per abuso d’ufficio. Dura la replica del magistrato che dice di sentirsi “vittima di un complotto“: “E’ un’ingiustizia gravissima e senza precedenti, sono i codici della Repubblica che devono prevalere, il buon diritto e i provvedimenti motivati e non i codici etici spesso frutto di improvvisazione e opportunismo” ha detto all’Agi. Intanto il minidirettorio di Roma, che avrebbe dovuto assistere la Raggi nelle decisioni più complesse, ha deciso di dimettersi in blocco. Taverna, Castaldo e Perilli hanno scritto: “Non faremo mai mancare il nostro sostegno e il nostro contributo. Il motivo per cui il nostro compito non è più necessario, è perché la macchina amministrativa è partita ed giusto che ora proceda spedita”.

La senatrice Paola Taverna, infine, ha fatto sapere di “non aver passato mail ed sms alla stampa”: “Il Movimento 5 stelle è la mia vita e per quello che è in mio potere lotterò fino alla fine per veder realizzato quel sogno. Non riuscirete a metterci gli uni contro gli altri e chi oggi sta facendo certe insinuazioni definendosi uno del 5 stelle può trovare altra collocazione”.