L’Italia ospiterà la Capitale europea della cultura nel 2019 e questo venerdì finalmente sapremo quale città è stata scelta (nello stesso anno toccherà anche alla Bulgaria). La lista delle candidate si è ormai sfoltita, rispetto a quella iniziale, e ad aspirare al titolo sono in sei: Ravenna, Lecce, Matera, Siena, Perugia e Cagliari. Attualmente la Commissione che sceglierà la vincitrice sta effettuando giri di perlustrazione nelle città candidate, al fine di compiere la scelta migliore, e non avrà che l’imbarazzo della scelta.

La Capitale europea della cultura è un’iniziativa dell’Unione europea: dal 1985, data in cui fu indetta per la prima volta, ogni anno una città della comunità diviene Capitale della cultura per i successivi dodici mesi. Durante questo periodo, la città eletta ha la possibilità di manifestare la sua vita e il suo sviluppo culturale, ottenendone in cambio, naturalmente, notevoli vantaggi sotto il profilo della promozione turistica, economica e sociale. L’iniziativa è stata altresì promossa per valorizzare la ricchezza, la diversità ma anche i tratti comuni delle culture presenti in Europa e per migliorare la conoscenza che i cittadini hanno gli uni degli altri.

Uno dei punti chiave per ottenere la candidatura e la successiva elezione come Capitale della cultura, è il programma di eventi e di iniziative che la città scelta si impegna ad organizzare in tutto l’arco di tempo in cui potrà beneficiare della qualifica. A questo proposito, l’UE richiede altresì che il programma stilato si basi essenzialmente su due criteri: la dimensione europea e la città e i cittadini. Per quanto riguarda il primo criterio, il programma deve rafforzare la cooperazione fra gli operatori culturali, deve far emergere la ricchezza delle diverse culture e mettere in evidenza le basi comuni. In merito al secondo criterio, invece, il programma deve essere in grado di coinvolgere i cittadini, suscitare il loro interesse e promuovere lo sviluppo sociale e culturale a lungo termine della città.

Su Twitter è invece partita l’attività di sostegno per favorire la candidatura delle città italiane rimaste in gara. Grazie all’hashtag #culturismo gli utenti stanno supportando la città che amano di più o in cui vivono. Venerdì sapremo chi l’ha spuntata.


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