Giusto ieri vi abbiamo raccontato del ritrovamento a Capo Bruzzano di un’effigie di bronzo, una testa di leone che, secondo quanto riportato dai tre sub l’hanno ritrovata, poteva far parte di un immenso tesoro.

I tre sub avevano infatti parlato anche di una statua di bronzo e di una nave che sarebbero stati proprio infondo a quel tratto di mare in cui è stata ritrovata l’effigie.

I sommozzatori dei Carabinieri si sono così messi all’opera riscontrando però che né la nave né la statua si trovano nel punto segnalato.

A questo proposito la soprintendente ai Beni Archeologiciha affermato che sulla vicenda è stato fatto “tanto rumore per nulla. Bisognerebbe dire quanto è costato allo Stato tutto questo circo ed era una situazione che si poteva evitare. Bastava attenersi alle procedure ed evitare di informare prima la stampa e poi le autorità. Ci saremmo evitati tutte queste spese inutili”.

È difficile darle torto, soprattutto in un periodo in cui il nostro paese si trova di fronte alla necessità di risparmiare su spese evitabili.

Quanto invece all’effigie, la Bonomi fa sapere che “la testa del leone è un pezzo enigmatico. Da una prima analisi potrebbe appartenere ad epoca romana o addirittura a quella rinascimentale”.