Il parroco di Staranzano, Comune in provincia di Gorizia, avrebbe invitato uno dei capi scout del gruppo cattolico Agesci ha lasciare il proprio incarico dopo che quest’ultimo si sarebbe unito civilmente al proprio compagno. Secondo il parroco, infatti, non ci sarebbero più le condizioni adatte affinché l’uomo possa svolgere il suo ruolo di educatore.

Secondo quanto riportato da Il piccolo di Trieste, il parroco avrebbe informato l’arcivescovo di Gorizia in merito a quanto accaduto e avrebbe anche scritto alcune righe per giustificare la propria decisione: “Come cittadino ognuno può fare ciò che gli consente la legge dello Stato. Come cristiano, però, devo tener conto di quale sia la volontà di Dio sulle scelte della mia vita. Come educatore cristiano, in più, devo tener conto della missione e delle linee educative della Chiesa e della mia Associazione cattolica. Una cosa è essere accolti, un’altra è assumere responsabilità educative. Nella Chiesa tutti sono accolti – si legge ancora nel comunicato – ma le responsabilità educative richiedono alcune prerogative fondamentali, come condividere e credere, con l’insegnamento e con l’esempio, le mete, le finalità della Chiesa nei vari aspetti della vita cristiana. Sulla famiglia la Chiesa annuncia la grandezza e bellezza del matrimonio tra un uomo e una donna. Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio“.

Non sarebbe la prima volta che il gruppo cattolico Agesci viene travolto dalle polemiche. Nel 2012 fecero discutere alcuni linee guida dettate nel corso di un convegno sull’omosessualità, in cui ai capi scout veniva vietato di fare coming out e di dichiararsi “per evitare di turbare e condizionare i giovani”.