La brutale aggressione del capotreno a Milano ha provocato paura e indignazione nell’opinione pubblica. Il caso tiene banco anche nelle ultime ore per un paio di novità. È stato infatti fermato un terzo ragazzo che sarebbe stato coinvolto nell’episodio e inoltre sono arrivate le pubbliche scuse da parte dell’aggressore.

Il ragazzo latino-americano che a Milano lo scorso giovedì ha quasi amputato un braccio al capotreno di Trenord Carlo Di Napoli è stato sentito dal gip Gennaro Mastrangelo. Nel corso dell’interrogatorio, Josè Emilio Rosa Martinez si è scusato e si è dichiarato pentito dell’aggrssione: “Mi dispiace per lui, mi scuso, ero in stato confusionale per l’alcol e volevo soltanto spaventarlo. Mi scuso, non ero in me”.

Per l’aggressione al capotreno, avvenuta nel corso della serata dello scorso 11 giugno nella stazione di Villapizzone sul passante ferroviario di Milano, è stato fermato nelle ultime ore anche un terzo ragazzo. Dopo aver portato in carcere Josè Emilio Rosa Martinez, che ha confessato l’aggressione al capotreno con un machete, e Jackson Jahir Trivino Lopez, 20enne ecuadoriano con il permesso di soggiorno scaduto, grazie all’utilizzo delle riprese delle telecamere di videosorveglianza è stato individuato un terzo componente del clan di latinos, Alexis Ernesto Garcia Rojas.

Con il gip Mastrangelo ha parlato anche il secondo ragazzo sudamericano fermato, il 19enne Alexis Ernesto Garcia Rojas, che ha sostenuto la sua innocenza nel caso dell’aggressione al capotreno: “Io non c’entro niente con l’aggressione al capotreno, avevo l’abbonamento, c’è stato un litigio tra noi e lui, ma io sono sceso e ho visto soltanto dopo che Martinez l’aveva colpito con il machete”. Per lui è stata disposta la misura cautelare del carcere, ma non è stato convalidato il fermo.

Gli inquirenti sono però al lavoro per individuare anche gli altri componenti della gang, forse ancora due, che sarebbero stati pure loro in qualche modo coinvolti nello sconcertante episodio di violenza. Dopo aver subito un intervento della durata di 8 ore in modo da scongiurare l’amputazione del braccio, restano intanto stabili le condizioni del capotreno Carlo Di Napoli.