In manette ci era finito già l’anno scorso, colpevole di aver violentato una sedicenne australiana. Ora, purtroppo, sta venendo a galla una verità ancora più inquietante: Dino Maglio, il carabiniere stupratore di Padova, è con ogni probabilità quello che nei paesi anglosassoni si definisce un “serial rapist”, uno stupratore seriale. Come racconta l’Espresso, si è scoperto che in realtà ci sono altre 14 ragazze a cui Maglio avrebbe usato violenza a partire dal marzo 2013. E la domanda è lecita: è stato fatto abbastanza per fermarlo?

L’adescamento avveniva tramite il sito Coachsurfing, una sorta di Airbnb per viaggiatori a basso budget che si accontentano di essere accomodati su un divano. In altre parole, erano le sventurate ragazze – tutte straniere, europee, americane, asiatiche, e soprattutto giovanissime – a finire inconsapevolmente nella tana del lupo, senza che questo dovesse neppure prendersi alcun disturbo se non l’inganno. Una volta attirata la vittima, “Leonardo”, il nickname di Maglio sul sito, le avrebbe offerto quello che è stato definito un “vino fatto in casa”, ovviamente vino in cui erano state disciolti sonniferi, probabilmente del Tavor: dopodiché, con la donna priva di sensi, veniva consumata la violenza.

E’ stata una ragazza portoghese a rendersi conto per prima che qualcosa non andava. Tramite il sito è riuscita a entrare in contatto con altre ospiti di Maglio e prova a organizzare una sorta di denuncia in contemporanea presso le autorità competenti dei vari paesi di provenienza. Ma solo dopo la denuncia della 16enne australiana si è mosso qualcosa. Maglio è stato arrestato, nella sua abitazione sono state rinvenute 40 pasticche di Tavor.

La cosa più incredibile è un’altra: Maglio ha continuato anche dopo l’arresto. Posto ai domiciliari, è riuscito ad accedere nuovamente a Coachsurfing e a riprendere l’attività. Quando la polizia ha fatto nuovamente irruzione lo ha trovato in compagnia di due ragazze, un’argentina e un’armena, in evidente stato confusionale.

O forse la cosa più incredibile è questa: Maglio è stato sospeso dal servizio e sbattuto in carcere a Santa Maria Capua Vetere. Adesso. Un anno fa, nonostante tutto quello che era già emerso, non era stato ritenuto necessario prendere certi provvedimenti. E Maglio ha potuto continuare l’opera.

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