La Procura di Siracusa ha scelto di approfondire le indagini sul caso del carabiniere suicida, Licia Gioia, che si è tolta la vita lo scorso lunedì notte nella sua casa di contrada Isola, alla periferia della città siciliana.

Secondo gli inquirenti la donna avrebbe scelto di togliersi la vita dopo l’ennesima lite con il marito a causa della gelosia. L’uomo è un agente di polizia di 45 anni, e i due si erano sposati a maggio del 2016 dopo il divorzio di lui dalla prima moglie, dalla quale aveva avuto un figlio di 14 anni. e

L’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di istigazione al suicidio. è più un atto dovuto che una pista, mentre nel frattempo proseguono le analisi degli specialisti: ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo della donna, mentre si attendono ulteriori accertamenti dei Ris di Messina.

L’obiettivo è comprendere cosa sia successo nella notte di lunedì per stabilire eventuali responsabilità. Secondo le prime ipotesi di Francesco Paolo Giordano, capo della Procura e del sostituto Marco di Mauro, Gioia avrebbe afferrato l’arma di ordinanza dopo una lita particolarmente accesa provocata dalla gelosia. Con il primo colpo si sarebbe sparata alla tempia, mentre il secondo avrebbe ferito alla coscia sia la donna che il marito, il quale nel frattempo aveva cercato di strapparle l’arma.

Il figlio dell’uomo si trovava in casa al momento dell’incidente: il ragazzo dormiva quando è stato svegliato dal rumore improvviso degli spari e dalle urla dei due. Per il momento si tratta dell’unico testimone dell’accaduto oltre al consorte del carabiniere suicida.