Questa è l’ultima di una lunga serie di tragedie in ambito familiare – e non solo. L’ultimo episodio di femminicidio è avvenuto ieri pomeriggio ad Albano Laziale, un comune dei Castelli romani a circa 25 chilometri dalla Capitale. Lui si chiamava Luigi Di Michele aveva 48 anni ed era un carabiniere che prestava servizio a Castel Gandolfo. L’uomo si è apostatato davanti alla scuola materna in via Rossini dove la moglie – si chiamava Carmela Mautone ed aveva un anno in meno – aveva iniziato a lavorare pochi giorni prima come maestra supplente. Alle 16.30 lei è uscita da lavoro e poi dopo aver scambiato con la donna qualche parola, l’ha uccisa con la pistola d’ordinanza sparandole due colpi: uno al petto ed uno alla testa.

Mentre attorno scoppiava il panico per il brutale omicidio, il milite ha rivolto l’arma verso se stesso e si è sparato in pieno petto. La donna è morta sul colpo, mentre l’omicida/suicida è spirato sull’ambulanza che lo stava portando all’ospedale di Albano. Questa coppia lascia due figli di 17 e 14 anni. La coppia era separata da un paio di anni – lei viveva a Castel Gandolfo e lui a Genziana. Ignoti i motivi del gesto, anche se sembra che da tempo ci fossero dei dissapori tra i due. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Albano e Castel Gandolfo.