Sarebbe dovuta essere una delle tele più importanti dell’Evening sale di Christie’s del 28 gennaio scorso e invece il Caravaggio “Ragazzo che sbuccia la frutta” (olio su tela, 65.4 x 52.9 cm) è rimasto invenduto. Stimato tra 3 e 5 milioni di dollari, l’opera era considerata la star della vendita newyorchese, ed invece non ha trovato compratori. A non convincere, con ogni probabilità, l’attribuzione. La critica è infatti sempre stata divisa in proposito: negli anni ’70 Mia Cinotti, che a Caravaggio dedicò una monografia, definì l’opera come “una delle migliori copie esistenti di un originale perduto” (ne esistono difatti una decina di versioni); negli anno ’80, invece, in occasione della mostra “The Age of Caravaggio”, ospitata al Metropolitan di New York, l’opera venne ritenuta autografa. Il suo status è stato quindi nuovamente contestato nel corso degli ultimi decenni, mentre tra chi ne sostiene l’attribuzione a Caravaggio Barry Nicolson, John Gash, Luigi Salerno, Mina Gregori. Un disputa che di certo ha generato parecchia confusione e sospetto da parte dei collezionisti.

Quella del “Ragazzo che sbuccia la frutta” non è stata però l’unica vendita sfortunata: oltre al Caravaggio, dei 55 lotti in catalogo ben 33 sono infatti andati invenduti e molti hanno raggiunto una quotazione nettamente inferiore a quella sperata. L’ olio su tavola di Agnolo Bronzino «Ritratto di un giovane uomo con libro» (94 x 78 cm.) è stato venduto per 9.125.000 dollari, contro i 12.000.000 ipotizzati e, nel complesso, la serata si è rivelata “il peggior risultato per un’asta old master dal 2002”. Le proiezioni stimavano vendite per 39 milioni di dollari, ma il conto si è fermato a soli 9.4 milioni.

Photo Credits: Caravaggio [Public domain], via Wikimedia Commons