Imu e carceri sovraffollate. Per le due questioni, negli ultimi tempi al centro del dibattito (politico e non solo) italiano, arriva la sonora bocciatura dell’Unione europea. Che definisce “non equa” l’imposta stabilita dal governo di Mario Monti e condanna l’inumano affollamento delle prigioni nostrane, un problema su cui nelle scorse settimane ha richiamato l’attenzione anche il radicale Marco Pannella, con un pericoloso sciopero della fame e della sete.

Secondo un rapporto della Commissione europea sulle politiche sociali, l’imposta sulla casa ”non è equa” e dovrebbe diventare più progressiva. Positiva, sottolinea il documento, la deduzione di 200 euro per la residenza principale, come quelle supplementari per i figli a carico e la differenza fra prima e seconda casa. Ma servono dei miglioramenti, come un ulteriore aggiornamento dei valori catastali, l’introduzione di deduzioni non legate alle imposte sul reddito e una definizione migliore della residenza principale e secondaria. Nessuna bocciatura, fa sapere l’organismo europeo, ma un implicito invito al nostro Paese a modificarla.

Sulla questione carceri, la condanna è decisamente più forte, anche perché supportata da una condanna che prevede un risarcimento di 100 mila euro per sette detenuti delle carceri di Busto Arsizio e Piacenza, che hanno fatto ricorso. Una situazione al collasso, secondo la Corte di giustizia europea, che critica lo spazio di meno di tre metri quadrati concesso a ogni recluso. Un trattamento inumano e degradante, secondo il ttibunale comunitario, il cui giudizio non ha lasciato indifferenti le istituzioni del Belpaese. Il presidente Giorgio Napolitano e il ministro della Giustizia uscente, Paola Severino, parlano di “decisione attesa” ma “non per questo meno mortificante”. E mentre il capo dello Stato si scaglia contro la “perdurante incapacità” della classe politica di trovare una soluzione al problema, il ministro Severino chiede “riforme strutturali”.