Interdizione perpetua dei pubblici uffici, otto anni e due mesi di carcere (con libertà vigilata), e confisca di beni per 26 milioni di euro: questa la sentenza cui è andato incontro Giovanni Berneschi, ex presidente di Carige imputato insieme ad altre persone nel processo relativo alla grande truffa eseguita ai danni del ramo assicurativo della banca.

Le pene inflitte all’ex dirigente sono addirittura superiori a quelle chieste dal Pm, che aveva indicato 6 anni di reclusione come punizione esemplare. Insieme a Berneschi sono stati condannati anche Sandro Calloni, Ernesto Cavallini, Ippolito Giorgi di Vistarino, Ferdinando Menconi, Andrea Vallebuona, Alfredo Averna e il notaio Piermaurizio Priori.

Alla lettura della sentenza del processo Carige Berneschi si è detto indignato: “Bastava che mi ammazzassero e poi era tutto. Mi aspettavo l’ergastolo”.  Gli ha fatto eco il suo avvocato difensore Maurizio Anglesio: “Aspettiamo di legger le motivazioni perché siamo veramente stupiti di questa pronuncia. Faremo le nostre osservazioni nelle sede competenti nell’atto di appello. Credo che nessuno dei difensori e nemmeno la Procura si aspettasse una sentenza così particolare”.

Il presidente (che aveva governato per 25 anni) e i suoi complici sono stati ritenuti colpevoli di aver messo in piedi una gigantesca truffa consistente nell’acquisizione da parte del ramo assicurativo della banca di immobili e quote societarie di imprenditori, che d’accordo con gli accusati gonfiavano i prezzi, con reinvestimento finale delle plusvalenze all’estero.

In tutto il gruppo, cui son stati contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio e falso, avrebbe guadagnato con questo metodo una cifra pari a 22 milioni di euro.