In seguito ai tafferugli che stamattina si sono verificati a Roma mentre veniva sgomberato un’immobile di piazza Indipendenza occupato da rifugiati e titolari di protezione internazionale (ne abbiamo parlato qui), la Caritas è intervenuta per dare la propria versione dei fatti su quanto avvenuto nella Capitale.

Le dichiarazioni della Caritas di Roma sono soprattutto un duro attacco a quanti – le istituzioni – avrebbero potuto gestire la cosa, a detta della stessa, in modo assai diverso. “Lo sgombero dell’immobile a piazza Indipendenza, occupato dal 2013 da una numerosa comunità di rifugiati e titolari di protezione internazionale di origine etiope ed eritrea, era un intervento che gli addetti ai lavori – amministratori, operatori sociali e giornalisti – sapevano da tempo che sarebbe avvenuto. Questo per questioni inerenti la legalità, la sicurezza di quanti vi vivevano in condizioni precarie e pericolose e, non ultimo, per il decoro urbano essendo situato in un luogo vitale per la città. Quello che lascia interdetti è il modo in cui questo è avvenuto, senza alcuna programmazione ed in una logica emergenziale che non può far altro che portare all’escalation cui abbiamo assistito stamane“.

Un’attenzione particolare, sempre secondo la Caritas di Roma, giustificata anche dalla presenza di famiglie e soprattutto di bambini: “Un intervento di questo tipo, per l’alto numero delle persone interessate, per la presenza di bambini e nuclei familiari e per la storia di sofferenze e violenze che queste persone hanno subito, richiedeva da tempo interventi sociali mirati e programmati, inseriti in un più vasto programma di iniziative che riguardano gli alloggi popolari e le strutture di accoglienza di emergenza. Purtroppo queste politiche – come hanno dimostrato i fatti di Mafia Capitale – sono assenti da anni nella nostra città e di questo ne approfittano gruppi e organizzazioni che vivono sulle spalle dei poveri anche nei fenomeni delle occupazioni“.

La Caritas di Roma, conclude, si dice pronta ad istituire un tavolo permanente presso la Prefettura, assieme a Regione e a Comune, in modo tale da monitorare e gestire le occupazioni.