La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta per fare luce sul pestaggio di un gigolò a Villa Borghese. L’uomo sarebbe stato picchiato selvaggiamente dopo aver confessato di avere una relazione con un esponente dell’Ordine dei Carmelitani scalzi.

Al momento la Procura non ha formulato ipotesi di reato e non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Il caso ha però sollevato un polverone. A protestare sono i fedeli che denunciano un giro di prostituzione gay che coinvolgerebbe la Curia generalizia dei Carmelitani scalzi e i gigolò di Villa Borghese.

Un centinaio di fedeli della parrocchia di Santa Teresa D’Avila ha scritto al Papa denunciando la condotta moralmente scorretta di alcuni carmelitani, che avrebbero approfittato di persone fragili senza un tetto sulla testa per ottenere favori sessuali. Giuseppe del Ninno, portavoce dei parrocchiani, sostiene che le vittime hanno presentato dichiarazioni scritte sull’accaduto.

Abbiamo scritto al Papa per presentargli la vicenda ma pensiamo che non sia stato neanche informato della nostra lettera. Denunciamo l’insensibilità delle gerarchie, le risposte burocratiche, la mancanza di coraggio nella verità.

Incontri con gigolò gay: Carmelitani scalzi respingono ogni accusa

Ma la Curia respinge al mittente ogni accusa, dicendosi esterefatta dalle pesanti insinuazioni. Un parroco indiano replica esponendo la sua versione dei fatti. Secondo don Paolo la denuncia del giro di prostituzione gay che vede sotto accusa i Carmelitani scalzi è solo un’assurda ripicca dei parrocchiani per alcuni trasferimenti indesiderati e incompresi:

Questo gruppo di fedeli ha inventato tutto perché non ha accettato il trasferimento di don Angelo Ragazzi, il prete di questa parrocchia. Non hanno capito che lui invece è contento di quel trasferimento e non gli è stato imposto.

Secondo don Paolo il capo della congregazione non ha avuto rapporti sessuali con gigolò gay. Il religioso ha poi ricordato che i confratelli dell’ordine dei Carmelitani scalzi, una congregazione molto contemplativa, sono lontanissimi dai comportamenti di cui sono stati accusati.