Il futuro dell’alimentazione passa attraverso i laboratori scientifici, in cui carne e altri alimenti vengono prodotti in vitro per poi essere consumati a tavola. E’ il caso dell’hamburger sintetico nato da una coltura di cellule staminali prelevate dai bovini, attraverso una biopsia indolore, progetto finanziato anche da colossi dell’informatica come Google.

La carne sintetica permetterebbe di raggiungere quell’ideale di sostenibilità tanto caro agli ecologisti e agli ambientalisti ed eviterebbe di procedere alla macellazione degli animali, cui sono contrari soprattutto animalisti, vegetariani o vegani. Prodotta presso l’Università di Maastricht, la carne sintetica al momento ha prezzi davvero proibitivi: 150 grammi costano infatti 250 mila euro. Ovviamente la somma include tutti i fondi utilizzati per la ricerca: in futuro, se il progetto dovesse andare a buon fine, i prezzi calerebbero notevolmente, fino a diventare accessibili a tutti o quasi.

Creare la carne sintetica in laboratorio sarebbe una favolosa conquista per mettere al riparo l’ambiente e gli ecosistemi: si risparmierebbero infatti gli oltre 190 metri quadrati di terreno, gli oltre 60 chili di grano e l’emissione di 27 chili di anidride carbonica che occorrono attualmente, in media, per produrre un chilo di carne bovina.

In laboratorio sarebbe possibile ricreare anche proteine vegetali – come avviene già – risparmiando così tre metri quadrati di terreno, cinque chili di grano e due chili di anidride carbonica immessi nell’atmosfera. Fra le aziende che producono proteine vegetali c’è anche Impossible Foods, che produce gli hamburger partendo dalle proteine della soia e di altri legumi. Ma sono tantissimi altri i progetti sostenuti dai colossi americani: Beyond Meat, per esempio, parte dalle proteine vegetali per riprodurre carne di pollo.

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