L’espressione carpe diem è una locuzione tratta dalle Odi di Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.), poeta latino contemporaneo e amico di Virgilio, più semplicemente noto ai più come Orazio.

Letteralmente traducibile in “cogli il giorno”, carpe diem viene spesso liberamente reso con “cogli l’attimo”, espressione che tuttavia rischia di essere fuorviante. Lungi dal costituire un invito alla ricerca del godimento momentaneo o del piacere sfrenato, per meglio comprendere il significato profondo di quella che costituisce una tra le più celebri orazioni della latinità, occorre infatti contestualizzare l’espressione.

Carpe diem, quam minimum credula postero” (Orazio, Odi I, 11, 8) recita l’intero verso, ovvero: “cogli il giorno – nel significato di ‘goditi il presente’ -, confidando il meno possibile nel domani”. Il celebre carpe diem intende dunque mettere l’uomo di fronte alla fugacità della vita e alla sua totale incapacità nel conoscere e determinare il domani. E’ bensì solo sul presente che è in nostro potere intervenire, così che è su questo che è conveniente concentrarsi, cogliendo le opportunità e le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze, ansie o timori per il futuro. Tale concezione si ispira infatti alla filosofia stoico-epicurea, che intende la felicità come assenza di dolore e rassegnata accettazione della morte, che il poeta cerca di esorcizzare con l’invito a vivere il presente.

Inutile dunque affannarsi e riporre vane speranze nel domani, sostiene Orazio, che, al contrario, esorta a cogliere e a godere delle poche e semplici gioie offerte dal presente che stiamo vivendo (gioie che il poeta identificava essenzialmente nell’amicizia, nel convivio e nella pace interiore). Più appropriato risulterebbe dunque tradurre il celeberrimo carpe diem in “vivi il presente”.

Oltre ad essere tra le frasi latine più conosciute e utilizzate ai giorni nostri, l’esortazione di Orazio resta tuttavia ad oggi anche tra le più soggette a errate interpretazioni e spesso intesa come un invito al vivere gioioso, senza pensieri o come giustificazione ad azioni avventate.