Il Ministero dell’Interno ha emanato un decreto, pubblicato su la Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2015, dove si definiscono le procedure per l’ammissione della Carta d’Identità elettronica (CIE). 

La nuova carta d’identità elettronica potrebbe già arrivare dal 2016 e avrà registrate le impronte digitali e possibilità di scegliere sulla donazione degli organi.

Il progetto di digitalizzazione è aperto da molti anni, alcuni comuni campione già la rilasciano, e ha subito vari stop e diversi cambi di procedure. Il progetto mai decollato veramente è del 1997 quando si ipotizzava la realizzazione di un documento unico per codice fiscale, tessera sanitaria e carta d’identità ma dopo varie sperimentazione del dl Enti Locali di quest’estate il Governo Renzi ha stanziato delle risorse ad hoc per la nuova carta d’identità elettronica.

Dal sito del Ministero dell’Interno si legge: “Il provvedimento definisce le procedure di emissione della CIE determinando le caratteristiche tecniche della piattaforma e dell’architettura logica dell’infrastruttura. Inoltre, disciplina le modalità tecniche di produzione, distribuzione, gestione e supporto all’utilizzo della CIE. Il supporto fisico dovrà essere realizzato con le tecniche tipiche della produzione di carte valori, integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni necessarie per la verifica dell’identità del titolare, inclusi gli elementi biometrici, nonché per l’autenticazione in rete.”

Quindi è ipotizzabile che il microprocessore della carta contenga i dati medici e biometrici (ad eccezione del DNA), l’identità del titolare, la volontà o meno alla donazione di organi e attraverso un codice PIN potrebbe diventare utile per accedere ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione. 

Il decreto è stato sottoscritto, il 23 dicembre 2015, dai ministri dell’Interno Angelino Alfano, dell’Economia e delle Finanze Carlo Padoan e per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia.