Si tratta di una scoperta archeologica di importanza capitale, quella fatta dall’archeologo britannico Ken Dark, il quale avrebbe identificato la casa di Gesù nella quale avrebbe trascorso l’infanzia.

Il ritrovamento è avvenuto a Nazareth, nella parte settentrionale di Israele, sulla base del confronto con alcuni testi antichi che descrivevano con precisione l’esatta collocazione della casa del figlio di Dio: tra due tombe e sotto una chiesa.

Il Dr. Dark, specialista di archeologia romana alla Reading University, è impegnato nello studio di Nazareth sin dal 2005, anche se non si è mai descritto come un archeologo biblico, avendo avuto come principale obiettivo quello di investigare i mutamenti del paesaggio della città.

La scoperta della casa di Gesù è partita dall’investigazione del convento delle Sorelle di Nazareth, che si pensava fosse costruita sopra una chiesa edificata dai bizantini che avevano sostituito i romani nell’occupazione della regione.

Quando però il Dr. Dark si è avventurato nei sotterranei si è trovato dinanzi una scena straordinaria e inaspettata: quella che sembrava una caverna recava invece i segni di un rudimentale sistema idrico. Era quella che è conosciuta come la perduta “Chiesa della nutrizione”, con a lato due tombe, proprio come confermato da alcuni testi antichi.

La chiesa, edificata all’interno del lato della collina e corredata di mosaici del periodo bizantino, ingloba anche una serie di stanze con tanto di porte e pavimenti di gesso: dall’analisi del suolo è risultato che la casa è più vecchia di svariati secoli rispetto al luogo di culto che la circonda.

L’utilizzo di strumenti per tagliare la roccia, molto più rudimentali rispetto a quelli presenti nel settimo secolo ,è stato poi l’indizio finale per stabilire che l’edificio può essere fatto risalire al primo secolo a.C., e che quindi in base a varie corrispondenze con molteplici fonti l’ipotesi che si tratti della casa di Gesù risulterebbe quantomeno da non scartare.

Secondo il Dr. Dark, possibile autore di una scoperta storica, una casa del genere scavata nella roccia sarebbe stata la costruzione ideale per la famiglia di un artigiano come Giuseppe, rispondente ai criteri delle abitazioni tipiche della gente comune dell’epoca.

Il ricercatore non può produrre prove definitive, ma stando alle sue parole la ragione più semplice alla base dell’identificazione della casa di Gesù sarebbe proprio l’edificazione di una chiesa bizantina a protezione della struttura. I risultati delle sue ricerche, pubblicati su varie riveste specializzate, verranno raccolti e ampliati in un libro di prossima uscita.