Le voci principali della manovra colpiscono proprio il settore immobiliare: patrimoniale, rivalutazione delle rendite catastali, anticipo dell’entrata in vigore dell’Imu (Imposta unica sugli immobili).

Il decreto di Ferragosto ha ”sparato” direttamente sulla casa “solo” con il possibile anticipo del taglio dei bonus fiscali: una misura che vale da sola 2,4 miliardi a regime, ma che per ora non è stata ancora applicata. Tuttavia diventerà operativa se il Governo non eserciterà la delega fiscale entro il 30 settembre 2012.

Le misure che indirettamente attingono risorse dalla casa non sono solo queste, ma parecchie e procurerebbero un gettito tra 1,2 e 1,5 miliardi che potrebbe anche arrivare, complessivamente e unitamente ad altri introiti, ai 4 miliardi.

Ad esempio l’aumento dell’Iva dal 20 al 21% garantirà circa un miliardo l’anno. Infatti, secondo i dati Istat sulla spesa delle famiglie, solo le spese per l’abitazione porteranno un gettito di oltre 660 milioni: sono spese che riguardano principalmente la manutenzione ordinaria ai mobili (elettrodomestici, casalinghi, ecc…) che nel 2010 hanno sfiorato gli 80 miliardi.

E poi l’imposta maggiorata sulle compravendite di immobili di lusso e sugli immobili industriali e commerciali garantisce almeno altri 223 milioni (elaborazione Casa24 Plus e Nomisma su dati Agenzia del Territorio). Anche le parcelle professionali (notai e perizie garantiranno una decina di milioni) e di mediazione (solo una ventina di milioni, se non cala il “nero”) procureranno rappresentano un gettito abbastanza notevole.

La lotta all’elusione e all’evasione è un’altra fonte di gettito, così come la stretta sulle società di comodo e l’indeducibilità dei costi dei beni concessi in godimento ai soci procurerà un ricavo di oltre 310 milioni. Senza contare gli introiti potenzialmente elevati che potrebbero arrivare dalla collaborazione dei Comuni alla lotta all’evasione.

In sintesi, molti controlli ricadono sul mattone: dalle case fantasma agli affitti in nero al recupero delle rate non versate per il condono tombale dal 2003. E per concludere, talare voci senza cadere nel particolare: il contributo di solidarietà, la tassazione degli utili delle coop, la tassazione delle rendite finanziarie legate ai fondi immobiliari, i tagli a ministeri ed enti locali.