In calo la fiducia nel mercato immobiliare: in momenti di crisi gli italiani sono più prudenti.

Infatti, solo per il 45% degli italiani è il momento di comprare casa: un fenomeno non usuale nel nostro Paese, dove l’acquisto di una casa rimane non solo il sogno di sempre, ma anche un’esigenza primaria. Ma di fronte a un mercato immobiliare divenuto difficile per la congiuntura in atto gli appassionati della casa seguono la strada, giustificata, della prudenza.

La fiducia nel mercato immobiliare, nel terzo trimestre del 2011, ha avuto un calo di 9 punti percentuali rispetto alle ultime rilevazioni. A luglio 2011 il 54% degli Italiani riteneva che fosse un momento buono per acquistare la casa, in ottobre questa è scesa al 45,3%. È il risultato di un’indagine Immobiliare.it condotta su un campione di circa cinquemila utenti interessati alla compravendita immobiliare.

In sintesi, la tradizionale fiducia tutta italiana nell’acquisto della casa ha subito un duro colpo, tradotto in una flessione non incoraggiante rispetto ai dati di luglio. Tuttavia sono ancora tanti gli italiani che ritengono sia un buon periodo per comprare: il 45% del campione intervistato ritiene che, nonostante la congiuntura economica, si possa ancora comprare casa.

Il potenziale acquirente non rinuncia, comunque, ma semplicemente rimanda l’acquisto della casa al prossimo anno, a situazioni migliori, per prudenza. Questo atteggiamento va inteso in senso positivo: sta a dimostrare che gli Italiani sono attenti a non svalutare il proprio patrimonio immobiliare. E rimandare la vendita a tempi migliori sottintende la volontà di evitare svendite inopportune.

Comunque, dall’indagine risulta una realtà insospettata: gli uomini sono più fiduciosi delle donne, credono che sia un buon momento per acquistare casa, in sintesi hanno una visione più ottimistica rispetto ai prossimi scenari del mercato immobiliare. Questo vale anche per la vendita: sono sempre gli uomini ad essere più fiduciosi e a pensare che sia il momento giusto per un’operazione immobiliare se non proprio ottimale, ma certamente non del tutto negativa. La casa ha pur sempre il suo valore, che nessuna congiuntura potrà mai svalutare al 100%.