Sempre meno donne, in Italia, dichiarano di essere casalinghe. Nel corso del 2016 il numero di essere è infatti sceso di quasi 520 mila unita (518 mila in meno per la precisione) secondo dati Istat, assestandosi attorno a quota 7 milioni 338 mila. Stando sempre ai dati diffusi dal rapporto Istat Le casalinghe in Italia, almeno 700 mila di loro vivrebbe in povertà assoluta (ossia il 9,3 per cento, che non dispone di reddito sufficiente a garantirsi l’acquisto di un paniere di beni e servizi essenziali per poter beneficiare di una vita dignitosa). L’età media delle casalinghe, nel nostro Paese, è attualmente di 60 anni.

Le casalinghe vivono soprattutto al Centro-Sud (il 63,8 per cento) e lavorano circa 49 ore a settimana. Interessante anche la stima dell’Istat in merito alle ore di produzione familiare all’anno delle donne: 50 miliardi e 694 milioni di ore, ossia il 71 per cento. Di questi 50 miliardi, più di 20 sono i soggetti che contribuiscono maggiormente a tale forma di produzione.

In base ad altri dati, si apprende che almeno la metà delle casalinghe non abbia mai lavorato al di fuori dell’ambiente domestico. Il 10,8 per cento sarebbe addirittura scoraggiata a farlo perché un impiego non lo cerca e pensa comunque di non riuscire a trovarlo. Per le casalinghe che hanno una fascia d’età che va dai 15 ai 23 anni, nel 73 per cento dei casi il motivo per cui non si cerca lavoro è di origine familiare.