I caschi blu dell’ONU hanno compiuto ripetuti abusi sulle donne dei Paesi in cui sono stati inviati in missione, scambiando cibo, regali e protezione con prestazioni sessuali. Lo scandalo sugli abusi sessuali dei caschi blu scoppiato qualche giorno fa ha portato l’Organizzazione delle Nazioni Unite a maturare un’importante decisione: chiedere ai militari che hanno partecipato a delle missioni negli anni scorsi di effettuare il test di paternità.

Le donne che hanno avuto figli dai caschi blu oggi infatti si trovano in condizioni economiche disagiate e non riescono a mantenere i bambini nati dalle relazioni forzate. Il test del DNA accerterebbe la paternità e potrebbe fornire a questi bambini un futuro dignitoso, grazie agli aiuti economici dei caschi blu.

Al momento il test di paternità non è obbligatorio per i caschi blu. L’ONU non si aspetta una grande collaborazione da parte dei militari perché il riconoscimento della paternità implicherebbe anche un’ammissione di colpa degli abusi commessi sulle donne.

Caschi blu: abusi anche su minori

Le accuse sono pesanti perché un terzo degli abusi è stato compiuti su minorenni, soprattutto nei Paesi più poveri e svantaggiati del mondo, tra cui la Repubblica Democratica del Congo, la Liberia, Haiti, il Sudan e il Sud Sudan. Secondo l’ONU, però, il 33% degli abusi sarebbe imputabile al personale non militare, che rappresenta solo il 17% delle unità internazionali dispiegate ma è quello più incline a ricatti nei confronti della popolazione locale.

Da alcune denunce raccolte tra i civili emerge che i caschi blu avrebbero commesso violenze anche su bambini di nove anni. In tutto, tra il 2008 e il 2013, sono state raccolte ben 480 denunce contro i militari e il personale non militare delle missioni ONU. Dalle informazioni raccolte è emerso che quella degli abusi da parte dei caschi blu è una pratica piuttosto comune che viene accuratamente insabbiata da diversi anni. A occuparsi dello scandalo è l’OIOS, un organo di investigazione interna dell’ONU che ora pensa a risolvere il problema creando una banca dati per il DNA di tutti i caschi blu impiegati nelle missioni di pace.