Stanno emergendo un bel po’ di “ingiustizie” dalla mappatura del patrimonio immobiliare del I Municipio di Roma che è stata richiesta dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca. Da questa si è infatti appreso che almeno l’85 per cento degli inquilini che vivono nelle case comunali della Capitale non ne paga l’affitto e risulta moroso. Ma non solo: dei cinquanta milioni di euro che il Comune dovrebbe riscuotere per gli affitti, nelle casse ne sono entrati solo venticinque.

Uno scandalo che sta portando alla luce anche altri particolari di cui in passato si era spesso parlato: affitti irrisori per immobili ubicati nel centro di Roma. Le case comunali vengono affittate a 220 euro al mese per soggetti che dichiarano redditi superiori ai 700 mila euro oppure 380 euro per chi ne dichiara oltre un milione.  Si è poi scoperto che che per un immobile vicino alla Stazione Termini si paga 1,81 euro di canone al mese, per un altro a Campo de Fiori 5 euro al mese e per un immobile con vista sul Colosseo appena 32 euro al mese. Sarebbero proprio questi canoni irrisori l’emergenza più importante da affrontare.

Il prefetto di Roma ha definito inaccettabili tutte le anomali riscontrate sulle case comunali presenti a Roma e pur ammettendo che la nuova mappatura catastale non ha certo scoperto l’acqua calda (il problema degli affitti irrisori nel centro della Capitale non sono certo una novità dell’ultima ora) ma è sicuro che adesso il problema sarà finalmente affrontato di petto per essere in qualche modo risolto.

A breve la città di Roma sarà anche interessata dalle elezioni amministrative che dovrebbero assegnarle una nuova giunta comunale: si spera dunque che tutto il lavoro che si sta svolgendo in tal senso possa continuare anche quando si insedieranno il prossimo sindaco e il suo governo comunale.