La mamma di Federico Aldrovandi ha deciso di lasciare Facebook. Lo ha annunciato lei stessa, Patrizia Moretti: “Ho chiuso l’account perché tutto è già stato detto. Le sentenze sono definitive. Chi vuol capire, ha capito. Agli altri addio. Io torno a essere mamma privata”. Che ha aggiunto: “Federico adesso ha moltissime voci che ringrazio una per una. L’Associazione prosegue sulla strada di Federico e su questa pagina. Ciao”.

Difficile non vedere una relazione tra la decisione di Patrizia e la denuncia per diffamazione del segretario generale del Coisp (il sindacato indipendente di polizia), Franco Maccari, ai danni della donna. In una recente intervista apparsa sul sito Contropiano.org, la mamma di Federico aveva definito Maccari “uno stalker”: “Penso sia un vero torturatore morale, che non ha mai avuto scrupoli nei confronti della mia famiglia. Com’è possibile che una persona così rappresenti qualcuno di onesto? Forse rappresenta le persone come lui”.

Il Coisp è passato dunque al contrattacco: “Fino a oggi abbiamo subito di tutto senza reagire, e questo ‘torturatore nato’ è stato il primo strenuo assertore della necessità di non raccogliere le provocazioni per rispetto del lutto di una madre. Ma adesso è davvero troppo perché il rancore, il livore, le offese, le asserzioni fasulle e le continue denigrazioni sono rivolte, di riflesso, alle migliaia di poliziotti che questo sindacato ha l’onore di rappresentare”.

In breve, ricordiamo la vicenda: Federico Aldrovandi è morto a Ferrara nel 2005 dopo una colluttazione con gli agenti, che lo avevano fermato per un controllo: per questo caso, quattro poliziotti sono stati condannati. Da allora, lo scontro tra Patrizia Moretti e Franco Maccari è diventato sempre più cruento. In particolare, nello scorso aprile, al congresso del Sap a Rimini, i delegati avevano tributato cinque minuti di applausi a tre dei quattro poliziotti condannati. Scatenando le ire anche di molti politici.