Possibile svolta nel misterioso giallo dell’imprenditore scomparso a Marcheno, piccolo comune della provincia di Brescia. Un operaio della fonderia di cui Mario Bozzoli è titolare ha fatto una testimonianza che potrebbe aprire una nuova pista investigativa.

In attesa che vengano divulgati gli esiti dell’autopsia sul cadavere di Giuseppe Ghirlandini, un altro dipendente della fonderia ha offerto una testimonianza di particolare rilievo, che potrebbe aiutare a fare maggiore chiarezza sulla sparizione di Bozzoli.

Nel corso della serata dello scorso 8 ottobre, il giorno in cui si sono avute le ultime notizie di Mario Bozzoli, il forno della sua fonderia venne riattivato per una fiammata anomala. A dichiararlo è uno degli impiegati dell’azienda.

L’operaio ha fatto mettere a verbale nell’inchiesta per la scomparsa dell’imprenditore: “La sera della scompasa di Mario Bozzoli l’impianto fu riavviato a causa di una fiammata anomala”. Adesso è compito degli investigatori trovare conferme sia tecniche che a livello di altre testimonianze per verificare che questa riaccensione anomala sia in effetti avvenuta.

Proseguono intanto anche le indagini sull’altrettanto misteriosa morte di Giuseppe Ghirlandini, l’operaio della fonderia e raffineria Bozzoli il cui cadavere è stato trovato domenica scorsa, dopo alcuni giorni in cui pure lui risultava scomparso. Nonostante sul suo corpo non siano state rilevate tracce di aggressione, tutte le piste investigative rimangono aperte. Attualmente sono in corso gli esami scientifici su due bottigliette: una d’acqua è stata ritrovata accanto al cadavere dell’uomo, mentre l’altra, che conteneva degli integratori, si trovava in una tasca del suo giubbone.

Dopo aver fatto un sopralluogo nella fonderia Bozzoli, il procuratore di Brescia Tommaso Bonanno ha dichiarato: “Abbiamo del materiale che stiamo esaminando e che sarà oggetto di approfondimenti di carattere tecnico e scientifico. La professoressa Cristina Cattaneo ha l’incarico di verificare se ci sono elementi riconducibili a Bozzoli”.

Alla domanda sul fatto che quello della fabbrica sia uno scenario complesso, il procuratore ha replicato: “Se si intende che si fa fatica a cercare un corpo, rispondo di no. Dagli elementi che abbiamo acquisito non risulta che Bozzoli sia uscito dalla fabbrica”.