Martedì prossimo, alle ore 16, il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, riferirà al Parlamento sul “caso Giulia Ligresti”. A Palazzo Madama si capirà quale sarà il futuro del Guardasigilli, che però cerca di difendersi e trova subito l’appoggio del Premier Enrico Letta: “Sono serenissima e tranquilla, pronta a rispondere a qualunque domanda. Il mio è stato un intervento umanitario, mosso da un detenuto che poteva morire. Se fosse morta cosa sarebbe accaduto?”.

Si difende così la Cancellieri che, dai microfoni del Tg1, spiega perché intervenne a favore del passaggio di Giulia Ligresti dal carcere ai domiciliari; il tutto venne fatto, stando sempre alle parole della Cancellieri, per motivi umanitari: “Non siamo tutti uguali davanti alla legge? Certo! Non ci sono detenuti di serie A e serie B. Dobbiamo lottare per migliorare il sistema carcerario, ma queste cose non aiutano”, ha precisato.

Dura la replica del Pd (“Le carceri sono piene di migliaia di persone, poveri Cristi, che non hanno il numero di cellulare del ministro o di altri parlamentari da poter chiamare. Per loro e per i loro familiari c è bisogno di chiarezza e trasparenza”, ha detto Danilo Leva), pronto il sostegno di Palazzo Chigi, che in una nota afferma: “Il governo ha voluto che il chiarimento in Parlamento avvenisse immediatamente perché non devono esserci zone d’ombra. Siamo sicuri che il ministro fugherà ogni dubbio. Siamo sicuri che le argomentazioni che il ministro Cancellieri svilupperà convinceranno le Camere e fugheranno ogni dubbio. Le parole del procuratore Caselli hanno peraltro già dato un fondamentale contributo di chiarezza”.