Dopo una lunga serata, Enrico Letta ha convinto il proprio partito, il Pd, a votare la fiducia al ministro Annamaria Cancellieri, su cui la Camera dovrà esprimersi nella mattinata di mercoledì 20 novembre (inizio discussione alle 10.30) in seguito ad una mozione di sfiducia richiesta dal Movimento 5 stelle sul caso Ligresti.

Il presidente del Consiglio ha detto durante l’assemblea del 19 novembre in tarda serata: “Sarò molto breve. Il voto di sfiducia di domani è una sfiducia al governo“. Letta ha quindi messo alle corde soprattutto Matteo Renzi, il quale chiedeva le dimissioni della Cancellieri; cosa che del resto hanno suggerito a gran voce anche i suoi avversari alla segreteria del partito, Pippo Civati e Gianni Cuperlo.

I tre si sono accodati alla volontà del premier, pur se a malincuore (foto by InfoPhoto). Ancora in serata, infatti, Renzi diceva: “O il premier ci mette la faccia anche se per me è un errore, o il Pd deve votare e a quel punto i singoli parlamentari diranno come la pensano“. Letta ha deciso di metterla, la faccia. Quindi Renzi ha corretto il tiro: “Noi tutto siamo meno che contro di lui ma fossi in lui non lo farei“.