Il tempo del buonismo è finito, ho chiamato un avvocato, sono pronto a chiedere un risarcimento. Per me la parte di quello che sta buono e zitto è finita, sono quello che va in tribunale e dice quello che c’è da dire”: così Matteo Renzi tuona sul caso Consip, durante un intervento come ospite del programma Otto e Mezzo di La7.

L’ex premier non è più a disposto a “stare buono e zitto”, e dichiara di essere pronto a chiedere i danni a “tutti quelli che li hanno provocati”. In particolare il suo obiettivo è Marco Travaglio, tra i più feroci accusatori del padre del leader del Pd attraverso il Fatto Quotidiano: “Avrebbe potuto chiedere scusa a mio padre per aver scritto cose false, ma lo farà in tribunale”.

Il giornalista non ha esitato a replicare a muso duro: “Con grave sprezzo del ridicolo, il signor Matteo Renzi a Otto e mezzo tenta di spostare l’attenzione dalle indagini, che coinvolgono suo padre e vari suoi amici, sul Fatto quotidiano, che ha l’unico torto di raccontarle”.

E ricordando le precedenti battaglie legali combattute, afferma di non avere timore di questa nuova sortita in tribunale: “Ho una lunga esperienza di cause civili, intentatemi da personaggi ben più preoccupanti di lui e del suo babbo, per esempio dal suo co-riformatore costituzionale Silvio Berlusconi che a suo tempo ci provò più volte e uscì regolarmente sconfitto. Non ho avuto paura dei Berlusconi, dei Dell’Utri, dei Previti, figurarsi se mi spaventano le minacce di questo bulletto e della sua famigliola”.

Renzi ne ha anche per i membri del Movimento 5 Stelle, che definisce “squallidi”, in quanto colpevoli di aver creato ad hoc una campagna d’odio sul web: “Quanto fatto dai 5 stelle su Consip sulla Rete è squallido. Una azienda privata ha controllato la vicenda con le fake news. Possono dirmi di tutto, ma mi combattano con le armi pulite, con le armi della politica. Consip è una gigantesca arma di distrazione di massa. Vorrei che si tornasse a parlare di cose concrete“.