Negli ultimi giorni è comparso un audio che ha messo nei guai un carabiniere accusato di aver pestato Stefano Cucchi sei anni fa – noi ne abbiamo scritto, il post è il primo nella colonna di sinistra. Lui si chiama Raffaele D’Alessandro, e l’ex-moglie Anna Carino ha deciso di parlare al Corriere della Sera.

Lei è l’altra voce al telefono – per intenderci quella che dice “Non ti ricordi che mi raccontavi di come vi eravate divertiti a pestare ‘quel drogato di m.’?” – nell’intercettazione che per il pubblico ministero Giovanni Musarò, conferma l’ipotesi di un “violentissimo pestaggio” compiuto dai carabinieri della stazione Appia nei confronti di Stefano Cucchi. Secondo la donna lui nella telefonata si era vantato del pestaggio di un ragazzo “che pesava 40 chili” perché “credeva di averla fatta franca, era compiaciuto“. L’audio, continua la donna, non è una vendetta organizzata da lei. All’epoca dei fatti “Raffaele aveva 24 anni“, “come me. Era spavaldo, certo, è sempre fuori di sé. Ne ho passate tante. Ma con lui ho avuto due figli e ora sono di là che dormono. Ho visto i commenti sui forum online e vi chiedo, se Raffaele finisce in galera cosa ci guadagno io, che vantaggio ne hanno i bambini?“.

La donna si dice pronta a testimoniare “se mi chiamano ma non sanno ancora se ci sarà un processo“. Lei non sa “molto, solo quello che mi ha raccontato lui. Perché lui ne parlava, non solo con me ma anche con altri, io questo l’ho ripetuto ai magistrati“. Cosa diceva il carabiniere indagato? “Che quella notte era in borghese come piaceva a lui. Odiava stare qui in provincia con la divisa addosso. Mi rimproverava sempre: ‘per colpa tua sono dovuto venire in questo posto di m…’“.

Anna Carino ha deciso di parlare ma ha paura “Non dovrei avere paura? Ce l’ho invece e penso anche che, prima o poi, a riflettori spenti, potrebbe decidere di vendicarsi nei confronti di tutti noi“. Come racconta il Corriere, Raffaele D’Alessandro sembra avere un rapporto inquietante con le armi. D’Alessandro sembra che abbia spesso ostentato il potere che deriva dal suo ruolo. In seguito a un incidente in famiglia sarebbe arrivato a puntarsi una pistola alla tempia – e per questo gli sarebbe stata tolta l’arma in dotazione.