Ha tentato di ingoiare una lametta il principale sospettato per il caso Fortuna Loffredo, che al momento si trova ospite del carcere di Poggioreale, a Napoli.

Raimondo Caputo ha dunque provato a suicidarsi, come ha confermato il direttore Antonio Fullone: al momento unico sospettato per le violenze subite dalla piccola che si sono concluse con la sua morte, l’uomo non si troverebbe in pericolo di vita. A quanto sembra l’uomo aveva nascosto la lametta sotto il plantare della scarpa, sfuggendo ai controlli di rito in vigore nella struttura carceraria.

Caputo è stato ricoverato nell’infermeria del penitenziario, e proprio per questo motivo i suoi familiari non sono riusciti a incontrarlo nell’usuale orario delle visite. Solo qualche settimana fa Caputo aveva chiesto con insistenza il trasferimento in un’altra casa circondariale, avallato anche dalla dirigenza. Si sospetta quindi che l’ingerimento della lametta possa essere stato un gesto dimostrativo.

Analogo tentativo di suicidio era stato effettuato il 19 maggio dalla compagna Marianna Fabiozzi, che si trova invece nel carcere femminile di Pozzuoli. In quel caso la donna aveva provato a togliersi la vita impiccandosi con un lenzuolo, il tutto dopo aver assistito all’incidente probatorio durante il quale le tre figlie avevano sostenuto ancora una volta le accuse contro Caputo, oltre ad aver riferito delle violenze sessuali subite a Caivano.

La Fabozzi è indagata con l’accusa di concorso in abusi sessuali, per la mancata denuncia del compagno per le violenze sulle figlie e per un’eventuale responsabilità nella morte del figlio Antonio Giglio, di appena 3 anni.