Antonio Gentile si è dimesso da sottosegretario ai trasporti del governo Renzi, in quota Ncd, dopo l’accusa di aver fatto indebite pressioni sull’editore dell’Ora di Calabria per occultare la notizia di un’indagine a carico del figlio.

A chiedere le sue dimissioni buona parte del Partito Democratico che hanno fatto pressioni sul presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché lo revocasse dal quel ruolo.

È durato solo pochi giorni il sottosegretario ed è lui stesso a fare un passo indietro, “Torno a fare politica nelle istituzioni, come Segretario di Presidenza, e nella mia regione, come coordinatore regionale, aspettando che la magistratura, con i suoi tempi che mi auguro siano più brevi possibile, smentisca definitivamente le illazioni gratuite di cui sono vittima”, è quanto scritto Gentile in una lettera indirizzata al presidente Napolitano, al premier Renzi e al ministro degli Interni Alfano. L’ex sottosegretario ha aggiunto: “Lo stillicidio a cui sono sottoposto da diversi giorni e che ha trovato l’acme allorquando sono stato nominato sottosegretario alle Infrastrutture, mi ha portato a una decisione sofferta, maturata nell’esclusivo interesse del mio Paese e nel rispetto del mio partito”.

“È stata una scelta di Ncd, la apprezziamo e rispettiamo”, così il premier ha reagito Matteo Renzi alla decisione del suo ormai ex sottosegretario. Il leader di Ncd, Angelino Alfano, ha detto: “Gentile ha rassegnato le proprie dimissioni da sottosegretario senza che alcuna comunicazione giudiziaria lo abbia raggiunto. Lo ha fatto per il bene comune e con grande generosità, e siamo convinti che il tempo (speriamo brevissimo) gli darà ragione. Per noi viene prima l’Italia”.