I pm della procura di Potenza hanno tenuto a colloquio il Ministro delle Riforme Maria Elena Boschi in qualità di testimone nel cosiddetto caso Guidi che ha portato alle sue dimissioni.

L’incontro, avvenuto in un ufficio distaccato di Palazzo Chigi, è stato definito “necessario” dal procuratore Luigi Gay per fare luce sugli eventi che hanno portato all’emendamento sull’impianto petrolifero di Tempa Rossa che è stato inserito nella legge di stablità.

Non c’è ancora una data precisa per la prima chiacchierata con Federica Guidi, accusata di aver favorito il compagno Gianluca Gemelli, come sarebbe comprovato da alcune intercettazioni.

Nel frattempo il Tribunale di Potenza ha emesso la prima sentenza nell’ambito dell’inchiesta Tempa Rossa: gli ex vertici della Total coinvolti sono stati condannati a pene che vanno dai due ai sette anni di reclusione, insieme a imprenditori e amministratori implicati nelle operazioni di corruzione. Si tratta però di casi diversi da quelli che coinvolgono l’ex Ministro allo Sviluppo Economico, in quanto al centro del dibattimento giudiziario c’è stata la costruzione del centro oli di Tempa Rossa.

Nel frattempo il premier Matteo Renzi si è detto indignato per la situazione in corsa, ma sopratutto per il tempo perso: “Se si decide che un’opera va fatta nel 1989 lo scandalo non è che quell’emendamento è stato approvato ma che si sono buttare delle occasioni. Io chiedo alla magistratura italiana di indagare il più velocemente possibile ma di arrivare presto a sentenza. Rivendichiamo le opere per sbloccare questo Paese. Ci sono centinaia e centinaia di opere pubbliche, soldi pronti ad essere investiti, che servono alla comunità, perché dire di no?

Si segnala però l’intervento del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale ha sottolineato l’errore politico del leader del Pd, il quale avrebbe confuso “un’opera privata con un’opera pubblica” e avrebbe consentito “alle opere private di saltare le Regioni e quindi di non negoziare neanche le compensazioni ambientali“.