L’attenzione sul caso dei due marò italiani detenuti in India, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, non accenna a spegnersi e il governo italiano sembra stia tentando il tutto per tutto per risolvere finalmente la questione. Qualche giorno fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva auspicato un maggiore impegno da parte dell’India, dopo che le promesse strappate al console indiano in Italia sembravano essere cadute nel vuoto (qui tutti i dettagli).

Proprio le parole pronunciate dal Capo di Stato in occasione del saluto ai militari italiani all’estero – tra cui anche Salvatore Girone -, “L’India ha scarsa volontà politica“, risuonano ancor più prepotentemente nella giornata di oggi. Perché l’India ha fatto sapere che la risoluzione della questione in cui sono coinvolti i due marò italiani non si può ottenere solo tramite una discussione tra due i esecutivi coinvolti (quello italiano e quello indiano) ma che è strettamente connessa all’esito degli esami svolti dalla magistratura indiana, la sola e l’unica che possa esprimersi prima che la faccenda possa andare avanti e risolversi definitivamente.

Le dichiarazioni ufficiali dell’India arrivano dopo giorni in cui si era ipotizzata una trattativa tra i due governi. L’India non ha escluso del tutto la via politica e diplomatica ma ha fatto sapere chiaramente che questa potrà conseguire solo a quella giudiziaria, cui spetta il primo passo da compiere.

Come ha infatti riportato il portavoce del governo indiano: “Mentre il governo indiano può avere un punto di vista e considerare varie opzioni, fondamentalmente questa questione è in mano alla giustizia e dovrà andare attraverso un percorso legale ed arrivare ad una decisione della magistratura affinché si possa andare avanti“. E ancora: “Si deve capire che questa non è una discussione solo fra due governi, ma coinvolge la giustizia indiana che è libera, trasparente e imparziale e che si formerà una opinione indipendente su quanto è avvenuto“.

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