Il marò Massimiliano Latorre ha postato su Facebook un video che raccoglie le immagini dell’arresto dei due militari italiani, avvenuto in India esattamente 4 anni fa. Ad accompagnare le immagini è la canzone di Vasco Rossi “Un senso”. Latorre, che attualmente si trova in Italia per motivi di salute, ha condiviso il filmato accompagnandolo con un breve commento:

Questo accadeva il 19 Febbraio 2012, 4 anni fa, cioè quando ci portarono in carcere.

Molto meno lapidario il ricordo del Consiglio centrale di rappresentanza dei militari della Marina. Il Cocer ha spiegato che sul caso dei due marò arrestati in India è calato un assordante silenzio che non rende merito alla loro innocenza:

Ricorrono i quattro anni dall’inizio dell’angoscioso caso internazionale che vede protagonisti, nonostante l’innocenza, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati ingiustamente di omicidio mentre svolgevano per conto dello Stato italiano un’attività di antipirateria nell’Oceano Indiano a tutela degli interessi nazionali.

Il Cocer si augura che tutti facciano il loro dovere per risolvere al più presto l’intricata vicenda internazionale e far ricongiungere definitivamente i due marò con le loro famiglie in Italia. Ancora più duri i toni del deputato di Forza Italia Elio Vito. L’esponente azzurro accusa il Governo di non aver fatto abbastanza per riportare a casa i due militari italiani:

4 anni fa i marò furono ingiustamente arrestati in India, Girone è ancora lì, Latorre è qui solo per curare un ictus: una vergogna per i nostri Governi!

L’ultimo atto della vicenda risale allo scorso 13 gennaio, quando la Corte suprema indiana ha deciso di consentire a Latorre di rimanere in Italia oltre lo scadere della licenza, valida fino al 16 gennaio. Latorre dovrà fare ritorno in India il 30 aprile 2016.

L’India non accenna a retrocedere dalle sue posizioni e intende processare i marò per l’omicidio dei due pescatori. Sul caso è intervenuto il Tribunale internazionale dell’Aja che ha avviato una procedura arbitrale tra Italia e India sulla giurisdizione. La decisione del Tribunale è attesa non prima del 2018.