I due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, sono prigionieri in India da quasi tre anni perché accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati il 15 gennaio 2010. Ora sembra che ci sia un elemento nuovo di cui ha dato notizia il settimanale Oggi, in edicola da mercoledì 21 gennaio. La novità, che potrebbe cambiare radicalmente il quadro accusatorio, è rappresentata da una mail che il comandante della Enrica Lexie – la nave su cui i due militari prendevano servizio – avrebbe spedito alle autorità indiane.

Con il messaggio di posta elettronica il comandante avrebbe avvisato le autorità locali di aver subito un’aggressione da parte dei pirati alle 19.15, mentre l’armatore del peschereccio indiano ha sempre detto che i colpi che avrebbero ucciso i due pescatori sarebbero stati sparati verso le 21.30. Questo quadro mostrerebbe una situazione ben diversa da quella sostenuta dalle autorità indiane, perché mostrerebbe che in realtà si tratterebbe di due diversi episodi. Ci sarebbe stato effettivamente un attacco di presunti pirati, e poi la morte dei due pescatori – colpiti da un’altra nave straniera o dai pirati.

Resta da capire come un documento tanto importante possa emergere a tanta distanza dai fatti. E comunque la cosa non può far presagire, una rapida e positiva conclusione della faccenda. L’impressione sempre più chiara è che dietro la prigionia dei due militari ci siano dei giochi politici di cui noi sappiamo ben poco.

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