Il pm Fabio De Pasquale ha chiesto una condanna a tre anni e due mesi di reclusione per Pier Silvio Berlusconi e tre anni e quattro mesi per Fedele Confalonieri, due degli imputati del caso Mediatrade. Il figlio dell’ex premier è imputato per frode fiscale relativa al consolidato del gruppo insieme allo stesso Confalonieri e a Frank Agrama. Gli imputati hanno sempre respinto le accuse.

De Pasquale non ha risparmiato nemmeno Silvio Berlusconi, già prosciolto lo scorso marzo, ma ritenuto affatto estraneo alla vicenda: “Non può essere considerato sparito diventando innominabile. In questa vicenda processuale non c’è, ma comunque permane una influenza delle direttive di massima che ha dato all’inizio di questa vicenda. Vicenda che ha una storia lunghissima”.

Non solo. Secondo il pm, l’influenza del padre sarebbe alla radice delle azioni del figlio dato che “nel suo nome, incarna questa situazione” e cioè il fatto che sulla vicenda ci sia “l’eredita’ del padre che ha dato le direttive sulla compravendita dei diritti tv”. Il pm ha anche trattato il capitolo del processo inerente al riciclaggio di cui rispondono due donne con residenza a Hong-Kong. Secondo l’accusa, sarebbero beneficiarie di alcuni conti correnti svizzeri da 87 milioni di dollari, denaro di cui è stata richiesta confisca (guarda qui lo spot Mediaset censurato in Spagna).

Foto by InfoPhoto